Clini sbugiarda De Magistris: l'esercito a Napoli per i rifiuti Dov'è finito il miracolo laico?

Precipita la situazione: torna l'emergenza. L'Italia chiede alla Ue un aproroga di due mesi. E il governo valuta se mandare l'esercito. Ma Giggino non aveva fatto il miracolo?

Ma che fine ha fatto il "miracolo laico" di Giggino? Da manettaro a Santo, meglio di San Gennaro, nel giro di pochi mesi il neo seindaco di napoli si era vantato di aver risolto l'annosa emergenza rifiuti.
I sacchi per strada? Spazzati via. La puzza nauseabonda accanto alla pattumiera accatastata accanto ai cassonetti? Un ricordo lontano. Eppure, nonostante Luigi De Magistris (ex magistrato, ora aspirante consacrato del Comune partenopeo) sbandierasse ai quattro venti le proprie gesta taumaturgiche, l'Unione europea gli aveva fatto capire che non c'era nulla di che vantarsi. Anzi. Ma Giggino no, altro che mea culpa, altro che dire "ho sbagliato", si è (auto)incoronato a nuovo patrono (laico) della città. Tanto che adesso il governo Monti valuta seriamente l'opzione esercito per pulire Napoli.

Era prevista proprio per oggi la dead line fissata da Bruxelles. Entro oggi, cioè, l'emergenza rifiuti avrebbe dovuto essere risolta una volta per tutte. "Le autorità italiane hanno chiesto una proroga di due mesi per rispondere alla lettera di messa in mora della Commissione europea sui rifiuti a Napoli", ha fatto sapere in mattinata all’Ansa Joe Hennon, portavoce del commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik, spiegando che la Commissione Ue "deciderà rapidamente se accettare, o meno, la richiesta di proroga dell’Italia" per rispondere alla lettera di messa in mora di Bruxelles sui rifiuti a Napoli.

Nei confronti dell’Italia è stata, infatti, avviata una seconda procedura di infrazione per non avere rispettato la sentenza della Corte Ue sulla gestione dei rifiuti nel capoluogo partenopeo. "Nel caso in cui l’Italia non dovesse adempiere alle richieste della Commissione europea, e se quest’ultima decidesse di adire nuovamente la Corte di giustizia europea - ha, quindi, sottolineato il portavoce - per un grande Paese come l’Italia c’è il rischio di richiesta di multe molto elevate in quanto vengono comparate al pil nazionale".

Viene da chiedersi che fine hanno fatto i trionfalismi di De Magistris. Quando al governo c'era Silvio Berlusconi fioccavano sulle pagine dei quotidiani progressisti frotte di servizi sull'incapacità del governo di gestire una situazione generata dalla mala gestione del duo Antonio Bassolino-Rosa Russo Jervolino. Adesso si grida al miracolo, adesso si incensa Giggino. Salvo poi scoprire che a Bruxelles sono tutt'altro soddisfatti, che il Comune di Napoli fa fuori i rifiuti (pagando fior fior di quattrini e) spedendoli in Olanda, che l'amministrazione De Magistris rischia di fruttarci un'altra fastidiosa sanzione. "I rifiuti di oggi - prova a scusarsi il sindaco - sono dovuti a uno sciopero nazionale di 24 ore che ha interessato gli operatori del settore, non è responsabilità di Comune, Provincia o Regione". Ma le scuse non bastano più. E, mentre la Lega Nord dà ragione ai vertici dell'Eurogruppo che ridono del Belpaese ("L'Italia si trincera ancora dietro a scuse inconsistenti"), il ministro dell’Ambiente Corrado Clini non esclude si possa "richiedere il contributo delle forze dell’ordine e dell’esercito per situazioni come quella di Napoli", dove ancora "soltanto sabato scorso c’è stato uno sciopero" per la raccolta.

"La situazione di Napoli è di nuovo al limite", ha spiegato il ministro, nel corso dell’audizione in commissione Ambiente alla Camera, annunciando che sabato sarà nel capoluogo partenopeo per incontrare De Magistris, il governatore della Campania Stefano Caldoro e il presidente della provincia Luigi Cesaro. "Forse - ha, poi, aggiunto Clini - è il caso di mettersi a ragionare sulle opzioni tecnologiche e ambientali che funzionano in altre regioni e Paesi, come la differenziata e i termovalorizzatori". Soluzioni che a De Magistris proprio non piacciono.

Andrea Indini Ilgiornale.it

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