Sparano cetrioli dai cannoni e vaselina dai tromboni

Vogliono far credere al paese che l’Italia va a scatafascio per colpa degli evasori fiscali. Ma non sarà che gli evasori fiscali evadono a causa di uno stato troppo grasso e ingordo che strangola chi produce con una tassazione troppo esosa rispetto ai servizi erogati in cambio? Non sarà che per due lustri chi ha governato ha anche rubato a man bassa dalle casse dello stato, e ora pretende di recuperare il maltolto da chi lavora e produce? Non sarà che accendendo i riflettori sugli evasori fiscali si vogliono spegnere quelli sul vero problema; il furto perpetrato dai partiti, dai parlamentari e da tutti gli apparati dello stato?


E poi, se è vero che gli evasori fiscali devono pagare le tasse secondo la legge, e che questi si celino nei meandri della classe dei lavoratori autonomi, non sarà altrettanto vero che il lavoratore dipendente che si mette in malattia quando sano come un pesce ha poca voglia di lavorare, è altrettanto evasore con l’aggravante del furto?

Perché non si cercano gli evasori, per equità, in tutte le classi sociali, ma unicamente tra chi crea impresa come se fosse un mostro, invece di dargli una medaglia perché genera posti di lavoro e prodotto interno lordo, ma se ha la febbre non può stare a casa, non prende la pensione, ne la tredicesima e la quattordicesima, ne la liquidazione, e se fallisce non ha la cassa integrazione?

Perché?

Perché ancora una volta lo schema della cultura dominante è quello sinistro; dividere gli italiani, disseminando il tessuto sociale del veleno dell’invidia di classe. Perché guai se divenissero gli italiani compatti; sul fronte dell’antipolitica, i cittadini accorpati dalle comuni nefaste sorti della crisi, riverserebbero la rabbia sulla voracità e inutilità della classe politica, e uniti dalla fratellanza nazionale, e nel comune sentire, potrebbero scardinare la piaga politica e ripristinare uno stato etico e virtuoso, come già sono stati capaci prima di questa repubblica.

Gli italiani hanno una sopportazione infinita, ma passando il limite possono diventare molto pericolosi, e sui Monti ben lo sanno! I partiti spaventati si sono uniti e fatti scudo di nonno Mario. Sparano, ora beffardi e impuniti, cetrioli dai cannoni, e vaselina dai tromboni. Spetta a noi non farci dividere, non cadere nella spirale accusatoria di classe. Non è nostra la responsabilità del buco dello stato.

Non sono gli evasori il problema, posto che è giusto e doveroso pagare le tasse, ne autonomi, ne dipendenti, questi se mai sono una conseguenza del problema che risiede tutto ed unicamente nella scelleratezza di un’intera classe politica e dirigente, nello sperpero dissennato protratto per decenni dalla Repubblica Italiana.

La responsabilità assoluta è di chi ha fondato uno stato anti-etico basato sulle regole della disgregazione sociale, del sei politico, del lavoriamo meno lavoriamo tutti, del lassismo produttivo, della dissoluzione dell’orgoglio nazionale, dell’anti-responsabilità come sistema gerarchico della comune, dei sindacati usurpatori del benessere delle classi meno abbienti. Da una parte di chi, mosso da ideali sovvertitori del bene, tradendo la propria terra e il proprio popolo, lavorava per l’ingresso dell’Italia nel blocco Sovietico, e dall’altra di chi per interessi personali, indaffarato nel fraudolento utilizzo delle casse dello stato, si disinteressava del bene della nazione lasciando libero campo all’avversario sinistro nel foraggiamento e proliferazione della cultura dell’odio e della divisione sociale, il substrato essenziale per l’alimentazione delle larve parassite dell’uomo morale.

Gabriele Concato
 

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