Il coraggio morale; si vede nelle piccole cose

Non è uomo d’azione colui che predilige la “poltrona”, in senso metaforico e materiale. Dalle membra abbandonate sui cuscini il coraggio evapora. E non si parla di coraggio fisico, ma di coraggio morale del quale il primo è la conseguenza diretta...

Nelle piccole cose più che nelle grandi vorremmo veder espresso questo coraggio morale. E le donne, più degli uomini, devono badare a purgare il loro linguaggio di quelle ciarle svagate che accusano la nostalgia per la vita comoda, per gli ozi borghesi, per l’equilibrio statico di una tranquilla vegetazione familiare. 

Dal modo come si sopportano i piccoli sacrifici della situazione si rivela il coraggio morale di un individuo. Occorre digerirli con serenità quei sacrifici, elegantemente tacendo le proprie egoistiche amarezze. Non importa se la massa del popolo è insensibile a tali escrescenze borghesi: bastano pochi sciagurati a rovinare ogni cosa. Ed a questi sciagurati bisogna insegnare il significato preciso del monito di Mussolini:  “Il coraggio prima di tutto”. Non significa soltanto saper combattere e valorosamente morire in guerra: questo tutti o sanno. Ma vale anche per le piccole cose: comprendere, cioè, la bellezza di una sveglia mattutina e la salubrità della fredda acqua del pozzo o della sorgente, trovare nelle asprezze della vita quotidiana un motivo d’orgoglio ed uno sprone, prediligere la posizione eretta alla comoda poltrona ed una vita di duro lavoro all’ozio di coloro che hanno rendite ereditarie da consumare. E non sognare, quando si è giovani, un posto di burocrate con diritto all’immancabile pensione dopo tanti e tanti anni di monotona “carriera”. Coraggio, ci vuole, prima di tutto. Coraggio nel saper organizzare produttivamente la propria vita individuale. La normalità del Cambio della Guardia è oggi quasi del tutto fissata nella mentalità degli italiani. Ed è stata una grande conquista di ordine morale. Dicevo, prima, di coloro che sognano una sistemazione vitalizia. Cosa sarebbe accaduto se questa mentalità, di natura prettamente liberale,  si fosse imposta anche nella vita politica della Nazione? Saremmo precipitati nel baratro del passato ed avremmo avuto una costellazione di autorità inamovibili di medievale memoria. Soltanto la rotazione (purchè attuata nei limiti delle competenze) può assicurare alla rivoluzione quella dinamica di energie che ne costituisce la linfa vitale. La cerimonia dello scambio delle consegne si chiama, oggi, con parole tolte alla terminologia militare, “Cambio della Guardia” e si attua in piedi con estrema semplicità. In altri tempi c’era “l’insediamento” con evidente allusione alla poltrona. Sulla quale l’insediato si sarebbe frettolosamente posto a sedere. Torna in ballo la poltrona. Sciagurato sinonimo di precoce vecchiezza spirituale. Oggi gli italiani preferiscono riposarsi appoggiando la testa sullo zaino.

Stralcio articolo di Carlo Savoia
Pubblicato sul quotidiano Vedetta Fascista 21 Novembre 1940 Anno XIX EF pag. 3

 

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