FLI rinnega l'anticomunismo. E se la prende con la Meloni che ricorda le Foibe

Che metamorfosi i finiani! Sul sito ufficiale di Futuro e Libertà per l’Italia, partito nato in parlamento senza mai essere stato votato da alcuno, appare in bella mostra un articolo datato 2 febbraio 2012, dal titolo ”La Meloni ricomincia dall’anticomunismo”...

Il lettore che ci si imbatte, conoscendo la teorica collocazione a destra di Fli e soprattutto il passato missino del leader Gianfranco Fini, non può far altro che pensare ad un editoriale di complimenti all’ex ministro della Gioventù. Invece no: i primi dubbi sorgono già alla lettura del sottotitolo: “Surreale manifestazione contro i “crimini del comunismo”. Non c’era un altro tema per fare politica con e per i giovani?” .
Ohibò! Roba da stropicciarsi gli occhi e darsi i pizzicotti! Siamo sicuri sia il sito di Fli? Non del Pd? Non di Sinistra Ecologia e Libertà? No, è proprio Fli. Che definisce una manifestazione contro i crimini del comunismo addirittura “surreale”. E contesta la partecipazione annunciata da parte di Giorgia Meloni a Firenze. Roba da antifascismo militante, quasi da centri sociali!

Il perché di una così clamorosa presa di posizione (surreale, questa sì) è spiegato all’interno dell’articolo stesso, che potete leggere cliccando qui, di cui riportiamo gli stralci più interessanti. E amari.

Ora, che necessità c’era in questo 2012 di crisi finanziaria internazionale, di appannamento e disorientamento del ruolo dell’Europa, di effetti distorsivi della globalizzazione, di spostamento dei baricentri geopolitici internazionali, di necessità di governare i flussi di popolazione da una parte all’altra del pianeta, di emergenze ecologiche, di aggregare cittadini (ed elettorato) sull’anticomunismo e sulle (ormai archiviate) ferite del Novecento?

Ma come? Nel 2012 c’è la crisi finanziaria internazionale, quindi non si deve parlare dei crimini del comunismo? Ma perché, prima invece se ne parlava? Le foibe sono state per anni ignorate dai libri di storia, ed ora che finalmente l’omertà è finita bisogna subito accantonare l’argomento? E allora non si dovrebbe celebrare neppure il giorno della memoria, visto che l’Olocausto è figlio di un’ideologia del ’900, quindi superata. Sbagliamo, cari amici di Futuro e Libertà che disconoscete l’anticomunismo?

Ma lo sa la Meloni che la stragrande maggioranza dei diciottenni e ventenni di oggi considera i totalitarismi novecenteschi più o meno come le generazioni precedenti pensavano del bonapartismo o del giacobinismo? Perché non mobilitare invece i giovani per affermare la nuova e condivisa visione di un’Italia aperta e accogliente nei confronti dei cosiddetti nuovi italiani?

Questa poi! Ammesso e non concesso che davvero il comunismo non esista più, e che davvero in Italia non ci siano più comunisti né individui che si definiscono tali (magari fosse così!), o che in Italia il comunismo non abbia mai costituito un pericolo, perché mai si dovrebbero dimenticarne o peggio ignorarne i crimini?
E poi, una “visione aperta e accogliente nei confronti dei nuovi italiani”? Questa è la priorità di Fli? Ma allora perché non confluire nel Pd, anziché fondare un nuovo partito?

Perché non lasciare la coltivazione (strumentale) dei rancori del passato all’oblio e non puntare alla costruzione di un nuovo patto generazionale oltre la destra, il centro e la sinistra?

I rancori fanno parte del passato? Può essere vero. Ma la conoscenza della storia serve anche al futuro. Per questo l’anticomunismo resterà sempre un valore, cari finiani!

Fonte; quelsi.it

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