Costanzo Casana; l'esempio è la forgia dei popoli

S'inabissava con la sua nave, alla cui sorte si sentiva legato al di là della vita, con la bandiera di combattimento spiegata al vento. Mediterraneo Orientale, 23 marzo 1942. Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria...

Costanzo CASANA, Capitano di Fregata, Comandante di Ct. facente parte di una Squadriglia di scorta ad una Divisione Incrociatori, partecipava a lungo e violento combattimento navale, dimostrando ottime doti di comando, aggressività e sprezzo del pericolo. Caduta la notte, mentre la sua nave era seriamente danneggiata e messa in pericolo da un fortunale d'eccezionale violenza, dava tutte le disposizioni atte a combattere l'azione devastatrice delle onde. La sua azione di eroico animatore e d'intrepido marinaio veniva, però, sopraffatta dalla violenza del mare che rendeva vani gli sforzi del suo equipaggio. Quando ogni speranza fu perduta e la nave stava per soccombere, sapeva donare ai suoi uomini, che con fierezza lo avevano seguito in combattimento, anche la forza spirituale di affrontare serenamente l'istante supremo.

Unito a loro, in un sublime atto di fede, lanciava anche sulle vie dell'etere il duplice grido di "Viva l'Italia - Viva il Re", perché tutti i marinai d'Italia potessero raccoglierlo a testimonianza del tradizionale spirito eroico della nostra gente.

Nacque a Genova il 18 gennaio 1900. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1915, nel 1920 conseguì la promozione a Guardiamarina. Ebbe varie destinazioni d'imbarco su unità siluranti di superficie e nel 1926, conseguita la promozione a Tenente di Vascello e ottenuto il brevetto di Osservatore, operò per qualche tempo nell'ambito di uno Stormo di idrovolanti. Nel 1934, promosso Capitano di Corvetta, ebbe il comando del sommergibile Diamante, del cacciatorpediniere  Malocello e del da Recco, con il quale partecipò alla campagna italo-etiopica operando nel Mar Rosso.


Promosso Capitano di Fregata nel 1939, l'anno successivo assunse la carica di Direttore dei Corsi presso la Scuola d'Osservazione Aerea di Taranto e nel dicembre frequentò, ad Orbetello, un corso di specializzazione.
Nel 1941 ebbe il comando del cacciatorpediniere Giacinto Carini e nel gennaio 1942 quello del cacciatorpediniere Lanciere con il quale il 20 marzo 1942, uscito da Messina in sezione con altri 3 cacciatorpediniere della Squadriglia, per fornire la scorta alla 3a Divisione incrociatori (Gorizia, Trento e Giovanni delle Bande Nere), partecipò allo scontro navale della Sirte (22 marzo) e nella navigazione di rientro, per avarie in macchina, provocate dalla violenta burrasca che imperversava nel Basso Ionio, l'unità, sommersa dalla furia delle onde, affondò.
Il comandante Costanzo Casana, impartite tutte le disposizioni necessarie per tentare di salvare la nave ed il suo equipaggio, serenamente affrontava l'ultima a più difficile prova, affondando con l'unità al suo comando.
 

Fonte: Ministero della Difesa

Copyright 2011. Joomla 1.7 templates.