Perchè l'evasione fiscale è la notizia dominate?

L'atteggiamento generale riguardo questo tema sta cambiando in una direzione inaspettata. Credo che questo fenomeno abbia a che fare con il fatto che sempre più persone abbiano sperimentato direttamente, indirettamente o per testimonianza di amici e parenti il disastro economico e sociale che sta combinando l’attuale sistema fiscale, generato a sua volta da una mostruosa spesa pubblica. Un secondo fenomeno che stiamo sperimentando è il continuo martellare dell’informazione mainstream (cioè sussidiata con soldi pubblici) sul tema dell’evasione fiscale.

In sostanza non c’è telegiornale che ogni sera non faccia i suoi 30 secondi per definire quello dell’evasione fiscale come "il problema dell’Italia".

Ma c’è di peggio, lo stesso ritornello, fatto inusuale, è costantemente ripetuto dall’intera classe politica (PDL compreso, tanto per capirci), dalla confindustria e ovviamente dai sindacati. Vi siete chiesti perchè?

Ecco la mia risposta: la classe dirigente, cialtrona e parassitaria, di questo paese sa che il sistema su cui ha basato potere e consenso sta per crollare per mancanza di risorse. E’ fondamentale dunque focalizzare la rabbia di milioni di persone che presto dovranno cambiare (in peggio) abitudini di vita verso un nemico che sia diverso dalla classe dirigente (e parassitaria) stessa, ovvero "il mitico evasore fiscale, radice di tutti i mali italiani".

La cosa interessante che giorno per giorno sto registrando è che pare che questa volta il giochetto mediatico non stia funzionando se non per la parte di popolazione italiana che davvero non ha mai avuto a che fare con l’economia privata e non sussidiata,capita spesso a Roma in quanto centro principale della spesa pubblica nazionale.

Nelle parti più produttive d’Italia, Veneto in testa, sono ben chiari quali siano i termini del problema e dunque non deve stupire se percentuali sempre maggiori di popolazione (operai compresi, ovvero persone che nelle piccole imprese hanno un tale rapporto personale con il “padrone” da conoscere i reali problemi che lo stato italiano crea alla sicurezza del loro posto di lavoro) vedano lo stato italiano come un nemico da abbattere.

Mi fermo qui, ma prima di concludere il post voglio per l’ennesima volta ripetere quale sia il cancro che sta uccidendo come nazione: La Spesa Pubblica.

E’ necessario un taglio della spesa pubblica* di 200 miliardi di euro all’anno per riavere un futuro.

*spesa totale di tutte le amministrazioni pubbliche secondo la classificazione fatta dalla Banca d’Italia.

dal Blog di Antonio Martino (verso la bancarotta):

    ……I nostri problemi non sono la patologia accidentale di un sistema di trasferimenti sano ma l’esito fisiologico, prevedibile e previsto, di un sistema sbagliato. Pensare che si possa crescere quando lo Stato e le altre amministrazioni pubbliche assorbono oltre il 51% del reddito nazionale è semplicemente donchisciottesco e del tutto irrealistico. Mai nessun paese al mondo ha avuto uno sviluppo sostenuto quando la spesa pubblica supera il 40% del reddito nazionale. La Svizzera è quasi priva di risorse naturali, non ha una popolazione omogenea, avendo lingue nazionali, religioni ed etnie diverse, eppure è il paese più ricco in Europa. Perché?
    E’ l’unico paese europeo nel quale la spesa pubblica non supera il 35% del pil e ha un federalismo cantonale vero, non l’orrendo scimmiottamento che ne abbiamo perpetrato in Italia, dove vengono considerati enti locali la Lombardia e la Sicilia, rispettivamente con 9,5 e 5 milioni di abitanti. La Confederazione Elvetica, con sette milioni di abitanti, ha ben ventisei canoni autonomi. Quello è vero federalismo, il nostro non lo è……..

Ci sono dodici punti di PIL di troppo che vengono intermediati dallo stato. Sono 200 miliardi di euro che vanno lasciati nella disponibilità di imprese e cittadini italiani per tornare ad essere un paese in cui vale la pena di vivere. 50 miliardi servono per arrivare al pareggio di biliancio, 150 devono essere utilizzati per un taglio feroce alla pressione fiscale. Fatto questo, l’economia e la società italiana smetterà di regredire e tornerà a crescere. Il debito pubblico non sarà più un problema.

Rileggete queste poche righe ogni tanto, usatele come antidoto contro l’ennesimo inganno dei media mainstream per salvare salvare la poltrona (e forse l’incolumità fisica) della attuale classe dirigente italiana.

rischiocalcolato.it

 

Copyright 2011. Joomla 1.7 templates.