Lasciateci uscire dalla banca

È finito ogni altro discorso, politico, morale, culturale, storico, sentimentale, anzi per farvi ridere dirò pure spirituale. Ma ovunque, in pubblico, in privato, in radio dove sto conducendo questa settimana Prima Pagina : mai una riflessione, una battaglia di principio, una questione di valori, di simboli,di idee;no,solo un tira e molla sui soldi, così non si può andare avanti, le banche, la Borsa, quando prendi quanto prende quanto prendo, stringiamo la cinghia.

Non si parla d’altro,non si presta attenzione a nient’altro. Non ne posso più di questo clima micragnoso. Sempre lì a parlare di soldi, tasse, tagli, sprecchi.

È come se il mondo, il giornalismo, la vita, il parlamento fossero diventati un ramo di Economia e commercio. È come se ogni altra mansione letteraria, filosofica, storica, politica, sociale, civile, umana, fosse ridotta alla contabilità. Duemila anni di cristianesimo, di martiri e santi ridotti all’Ici sugli immobili del Vaticano. La patria millenaria del Logos e della Polis, la civiltà greca, ridotta ai debiti di cassa. L’era del Ragioniere Globale. Ma due palle, ma che noia.

E ogni volta che vai fuori tema c’è sempre il cretino allineato al clima che ti richiama all’ordine contabile; ma come, siamo nella crisi e tu cazzeggi, parli di filosofia o addirittura scherzi. Ma non potete sequestrarci per mesi davanti allo sportello. Finirà che dovremo metterci il passamontagna e sparare all’impazzata per farci largo e uscire con la forza dalla banca.

Marcello Veneziani - ilgiornale.it

 

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