Nel '70 sparava ai poliziotti Oggi lavora con Pisapia

Maurizio Azzolini, capogabinetto del vicesindaco, con la pistola in mano nel 1977 a Milano, quando morì il vicebrigadiere Custra. Dei rapporti del sindaco di Milano Giuliano Pisapia con i movimenti, la sinistra extraparlamentare e quel pericoloso mondo che flirtava con il terrorismo e la lotta armata negli Anni di Piombo si è detto e scritto tanto. Si è anche discusso in un Tribunale, per la precisione. Ma sapere che il capogabinetto dell a sua vice, Maria Grazia Guida, nel 1977 sparava alla polizia per le strade di Milano fa decisamente effetto. Di più, scandalo. E fa effetto leggere la lettera di chi quelle pallottole se le vedeva arrivare contro. Lui si chiama Carmine Abagnale, era un poliziotto e non morì soltanto per caso.

I fatti - Il Corriere della Sera ha pubblicato la foto in cui si un giovane Maurizio Azzolini, appunto capogabinetto della Guida, il 14 maggio di 35 anni fa impugna una pistola in via De Amicis e spara all'indirizzo delle forze dell'ordine. Non ucciderà alcun agente, ma è un caso. A pochi metri di distanza, quel giorno, morì il vicebrigadiere Antonio Custra, per mano dei giovani scesi in strada per protestare contro la morte a Roma di Giorgiana Masi. Finì nel sangue, tra molotov e guerra civile a colpi di pistoletatte. Per la morte di Custra furono condannati gli attivisti di sinistra Marco Ferrandi (come autore materiale), Giuseppe Memeo, Massimo Sandrini e Walter Grecchi (a 14 anni, attualmente latitante in Francia dopo 4 anni di carcere di massima sicurezza in Italia). Particolare non di poco conto. In quella foto, insieme al collaboratore di Pisapia Azzolini (di spalle e con la pistola puntata ad altezza d'uomo) c'erano proprio Massimo Sandrini e Walter Grecchi. Uno scatto assai simile all'altro, quello di Memeo, diventato simbolo del comunismo armato a Milano e degli Anni di Piombo.

La carriera - All'epoca Azzolini studiava all'Istituto Cattaneo e si era schierato in strada, armato, con i vari collettivi cittadini: Romana-Vittoria, viale Puglie, Barona, appunto Cattaneo. Scampato alle condanne, Azzolini si è riciclato in Comune dove, ricorda il Corriere, ha lavorato anche con le giunte di centrodestra (all'Istruzione, con gli assessori Bruno Simini e Mariolina Moioli). E oggi Pisapia e Guida.

La lettera - E' Carmine Abagnale, presidente, Associazione Poliziotti Italiani e consigliere comunale del Pdl, a ricordare alla vicesindaco con una lettera aperta il peso morale di quella presenza. "Mi sparava addosso", ricorda l'allora vice-brigadiere, anche lui in via De Amicis quel 14 maggio 1977. Ecco il testo integrale della lettera: "Gentile Vice Sindaco, le motivazioni della presente lettera sono insite nel fatto che quel 14 maggio del 1977 io,  Carmine ABAGNALE, allora Vice Brigadiere della Polizia di Stato in servizio presso il Reparto Celere di Milano e collega di Antonio Custra, ero lì ’ in Via De Amicis a difendere le istituzioni democratiche mentre il suo Capo di Gabinetto, Maurizio AZZOLINI, mi sparava addosso. Non ero molto distante dal collega Antonio CUSTRA anche lui Vice Brigadiere, un corso prima del mio. Ragazzo d’oro. È vero ciò che afferma Gianni Santucci sul Corriere di oggi: “Azzolini quel giorno sparò, come molti altri ma non colpì nessuno”. Ma è altrettanto vero che se oggi sono vivo lo devo alla buona sorte ed al caso perché il suo Capo di Gabinetto sparava contro la Polizia. Ora, signora Vice Sindaco, il rispetto alla sua istituzionale figura e quello nei confronti delle persone che l’hanno votata mi obbliga a  NON ABBANDONARE  l’aula Consigliare quando lei sarà presente. Devo però dirle  che qualora vedrò aggirarsi per la sala del Consiglio il suo Capo di Gabinetto non esiterò, Le ripeto, non esiterò ad abbandonare l’aula chiedendo a tutti i Consiglieri di unirsi al mio gesto in memoria di un eroe dal nome Giuseppe CUSTRA. E si ricordi bene signora Vice Sindaco quando mi incontra nella sala del Consiglio: “Quel 14 maggio 1977 io ero lì in Via De Amicis e quelli, tanti purtroppo, ci sparavano addosso”.

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