DIGOS; assalto a sede CPI Foggia organizzato da estrema sinistra

Una spedizione organizzata nei minimi dettagli, dal punto di ritrovo, ai diversi sopralluoghi, fino al segnale di "via libera". Ne è convinto il neodirigente della Digos di Foggia, Antonio d'Introno, intervenuto sabato sera durante l'assalto al circolo politico culturale "Casapound" in via Pestalozzi a Foggia. Oggi nel corso di una conferenza la polizia ha fornito i nomi dei 5 fermati , tutti appartenenti al laboratorio politico Jacob di estrema sinistra.

Si tratta di Francesco Berlingieri 35 anni; Nicola del Giudice 30 anni; Vincenzo Maffei 41 anni; Alfonso Pagliarulo 32 anni e Francesca Carella 31 anni. Per i cinque, posti ai domiciliari, le accuse sono di rissa aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale nonchè porto d'oggetti atti ad offendere. La convalida del fermo e' prevista per la giornata di oggi. Sarebbero loro, secondo gli investigatori, l'avamposto del fronte dei facinorosi. "Voglio subito precisare - ha tuonato il dirigente della Digos - che le nostre indagini si stanno concentrando sull'identificazione di una regia occulta che ha organizzato l'assalto. Oltre al 15enne denunciato per rissa, nel corso delle investigazioni abbiamo deferito in stato di libertà un altro 30enne perchè riteniamo abbia effettuato, a bordo di un'autovettura, dei sopralluoghi prima dell'aggressione. La stessa esplosione del grosso petardo in piazza Medaglie d'Oro è stato un chiaro segnale di radunata". Poco dopo, infatti oltre 50 giovani appartenenti all'estrema sinistra foggiana, si sono riuniti nei giardinetti distanti poche centinaia di metri dalla sede di Casapound, dove era in corso l'inaugurazione. Indossavano felpe con cappucci e scalda-colli per celarsi il volto. "Erano armati di mazze in ferro e legno e di bottiglie in vetro - ha precisato il dirigente - che nel contempo ha sottolineato altresì di non aver recuperato coltelli o taglierini". All'interno del circolo di via Pestalozzi erano presenti circa venti ragazzi, tre dei quali a seguito degli scontri, hanno riportato lievissime contusioni, per tutti, giudicate guaribili in meno di una settimana. Nella notte tra sabato e domenica la polizia ha effettuato un'accurata perquisizione nel laboratorio politico Jacob di via Mario Pagano, ma non ne hanno disposto la chiusura. "Il gesto di sabato è ascrivibile in una sorta di rivendicazione sul territorio foggiano della presenza di frange di estrema sinistra. Siamo preoccupati di eventuali risposte da parte del gruppo politico opposto; un'apprensione - ha aggiunto D'Introno - che rientra nelle dinamiche della fenomenologia di questo tipo di scontri, anche perchè fino a prima di sabato ci siamo sempre trovati di fronte a dei tiepidi dissapori, solo verbali".

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