Perugia; uccidono durante rapina in villa. Caccia a 3 dell'Est europeo

Un uomo di 38 anni, Luca Rosi, è stato ucciso nel corso di una rapina in villa a Ramazzano intorno alle 22.30 di venerdì. Si cercano tre immigrati. Rosi, impiegato di banca in una filiale Unicredit a Ponte Felcino sulle orme del padre Bruno, avrebbe provato a reagire per difendere le due donne, la mamma Ivana e la compagna, e il nipote (figlio della sorella Maria Grazia) che erano con lui. L’omicidio è avvenuto in strada San Fortunato, a Ramazzano, alle porte di Perugia. Il tarlo dello stupro Forse nella testa di Luca c’era quell’episodio avvenuto il 3 febbraio: la rapina a Pietramelina terminata con lo stupro di una donna. Forse temeva per il nipotino di 8 anni.

Forse ha pensato che i malviventi volessero portar via la sua donna.  Il tarlo dello stupro Forse nella testa di Luca c’era quell’episodio avvenuto il 3 febbraio: la rapina a Pietramelina terminata con lo stupro di una donna. Forse temeva per il nipotino di 8 anni. Forse ha pensato che i malviventi volessero portar via la sua donna.  Fatto sta che si è sollevato da terra frapponendosi tra le armi di quei balordi e i suoi familiari. E quei balordi non hanno avuto pietà: quattro colpi di cui uno alla gamba e gli altri al tronco. Colpi per uccidere, anche se Luca non è morto subito. I medici del 118 hanno tentato di rianimarlo, inutilmente purtroppo.


L’irruzione Era una sera in famiglia come tante per Luca e i suoi familiari. Il papà Bruno era al bar del paese, lui con la madre e la compagna badavano al figlio della sorella. Quel bimbo davanti ai cui occhi si è consumata tutta la tragedia. Erano circa le 22 quando i tre banditi hanno fatto irruzione aprendo, forse con un calcio, la porta-finestra della cucina sorprendendo i quattro nel salotto attiguo (nemmeno il cane lupo non avrebbe reagito). I banditi erano a volto coperto, con guanti per non lasciare impronte e armati di due pistole, con le quali hanno minacciato i presenti per farsi consegnare denaro e gioielli. Secondo le testimonianze, pare fossero stranieri.
La casa a soqquadro Alla ricerca del bottino, i rapinatori hanno messo a soqquadro l’intera casa. Minacce a tutti, ma non violenza, almeno nella prima fase. Quindi, forse perché insoddisfatti del bottino (hanno portato via un po’ di gioielli e del denaro liquido custodito nei portafogli) hanno legato il 38enne, la madre, la compagna e il nipote con dei fili elettrici, non lesinando calci anche al piccolo.


La reazione e l’omicidio A quel punto è successo qualcosa che ha fatto scattare Luca. Un ragazzo tranquillo, non certo un violento o uno sprovveduto. Forse temeva per il nipote o per la compagna. Fatto sta che si alza per mettersi in mezzo e a quel punto uno dei rapinatori gli scarica addosso almeno quattro colpi. Saranno i Ris di Roma e la scientifica dei carabinieri di Perugia comunque a ricostruire l’esatta dinamica.


Ha provato a fuggire ai colpi Intanto le tracce di sangue raccontano che Luca ha provato a sfuggire alla pistola del malvivente. Rosi è stato colpito una prima volta alla gamba mentre era in corridoio, gli avrebbero sparato mentre in piedi, non appena ha provato ad alzarsi per buttarsi contro i malviventi. Poi ha provato a fuggire in camera da letto per scappare alla furia banditi. Ma lì è stato raggiunto da altri tre colpi al torace. Due lo avrebbero attraversato, mentre uno è trattenuto. Sarà l’autopsia già disposta dal magistrato Giuseppe Petrazzini a chiarire se c’è stato un colpo mortale. L’esame verrà effettuato probabilmente già lunedì dalla dottoressa Anna Maria Verdelli.


La fuga Prima di fuggire i banditi si sono presi un’ultima premura: distruggere tutti i telefoni cellulari bruciandoli. Quindi hanno preso la Golf nera di Rosi, che i carabinieri hanno trovato poco lontano. L’ipotesi è che lì fosse già pronta un’altra auto per dileguarsi dopo il colpo.

Caccia alla banda I militari del comando provinciale di Perugia, insieme alle altre forze di polizia stanno ora battendo tutta la provincia di Perugia, cercando elementi utili anche in colpi simili avvenuti nella zona di recente. La pista più accreditata è quella di una banda di tre giovanissimi (poco più di 20enni) dell’Est europeo.

umbria24.it

 

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