CasaPound Italia attacca governo Monti e ricorda grandi opere fascismo

Parma, 16 marzo – Manifesti contro il governo Monti e in ricordo delle grandi opere del ventennio per favorire la nascita di un nuovo modello sociale. Questi i temi dell’affissione attuata la scorsa notte dai militanti di CasaPound Italia Parma che ha visto interessate varie parti della città, tra cui in particolare le sedi locali dei vari sindacati nazionali, dell’Inail e dell’Inps.

"Abbiamo voluto rimarcare la nostra contrarietà a questo governo – dichiara Pier Paolo Mora, responsabile provinciale di CasaPound Italia Parma – responsabile non dei suoi cittadini ma solo di curare gli interessi delle banche, ricordando alla città che in passato c’è stato chi ha messo in pratica un modello di Stato sociale efficiente e in grado di raggiungere l’attivo in bilancio, tenendo contemporaneamente alto il livello dei servizi offerti al popolo italiano”.

“Siamo andati ad attaccare manifesti davanti ai sindacati – continua Mora – ricordando le leggi in favore dei lavoratori fatte approvare durante il fascismo e che li resero inoltre organo di stato ufficiale per la tutela del lavoro, mentre oggi non tutelano più nessuno. Siamo andati ad attaccare manifesti all’Inps e all’Inail, ricordando a quale governo debbano la loro nascita e il loro sviluppo. Siamo andati davanti alle scuole per ricordare in quali anni fu introdotta l’obbligatorietà di frequenza e quali uomini, unici nella storia d’Italia, attuarono una riforma scolastica efficiente e ancora oggi lodata. Infine siamo andati davanti al gruppo Iren per ricordare che la raccolta differenziata non nacque negli anni ’70 ma nel 1929 con la raccolta porta a porta”.

“In questi giorni – conclude Mora – alcuni gruppi e associazioni ci attaccano e ci denunciano per apologia di fascismo, ebbene noi rispondiamo che se stiamo facendo apologia di fascismo allora chi ci accusa dovrebbe, per coerenza verso l’antifascismo, chiedere l’abolizione delle pensioni, dell’assistenza sanitaria gratuita, delle ferie pagate, delle 40 ore settimanali, della tutela dei diritti dei lavoratori e del periodo di malattia retribuito. Poiché queste leggi, volute da Mussolini e approvate nel ventennio, sono la nostra apologia di fascismo”.

http://dispacci.wordpress.com

Copyright 2011. Joomla 1.7 templates.