La miseria di Monti

Dopo qualche mese di governo Monti ci troviamo a fare i conti sulla reale efficacia delle manovre scelte dai tecnocrati per rilanciare il nostro paese, non vorrei essere considerato un uccello del male augurio ma in tempi non sospetti ricordo che paventai l’ipotesi che questo governo avrebbe semmai prodotto ulteriore crisi alla crisi, d'altronde mettere un impiegato di banca a dirigere un paese, null’altro avrebbe potuto portare se non accrescere quel debito pubblico che altro non è che l’esposizione finanziaria di uno stato verso banche private.

Gli ultimi dati  ci dicono che il nostro debito ha toccato un nuovo record storico attestandosi a 1.946 miliardi di euro nel mese di Marzo(32.435 euro per abitante) e che lo spread nei confronti dei bond tedeschi ha raggiunto nuovamente i 424 punti, d’altronde i fondi stanziati dalla BCE e girati alle banche all’1% invece di essere impegnati nella salvaguardia dell’economia reale (prestati ad aziende) sono stati investiti nell’acquisto di buoni del tesoro con un ricavo secco da parte delle banche del 5%  e nulla hanno prodotto se non ulteriore debito, lasciando le aziende in crisi al proprio destino.

In questo contesto non è difficile capire che l’ulteriore inasprimento delle misure fiscali cancellano definitivamente quella fiducia necessaria a qualsiasi investitore per produrre/investire nel nostro paese e di conseguenza aggravano ulteriormente la condizione di milioni di cittadini, aumentando la disoccupazione e diminuendo la capacità di acquisto dei nostri salari, ponendo una seria minaccia sui risparmi di intere generazioni.

Se poi consideriamo che i tecnici del governo hanno pensato di chiamare dei commissari straordinari (supertecnici) come Bondi e Amato per risolvere i problemi di bilancio, concedendo loro degli stipendi immorali oltre i 30.000 euro mensili(con un mese di stipendio saldano il proprio debito) c’è da farsi venire l’orticaria e rispolverare quella famosa canzone di Albertone.

Il rigore nel taglio delle spese è dispensato in maniera assai curiosa, infatti mentre diminuiscono le risorse per tutti i servizi, nulla è stato tolto (se non a chiacchiere) al finanziamento o se preferite rimborsi elettorali dei nostri adorati partiti e dei loro servi (finanziamento delle testate giornalistiche).

La superficialità con cui è stata e continua ad essere trattata la crisi greca lascia sbigottiti, la leggerezza con cui si paventa la sua uscita dall’euro e dalla comunità europea offesi, si avete capito bene offesi, come si può liquidare una grande civiltà, maestra di vita e filosofia, in questi termini ?

L’affermazione elettorale di Francois Hollande in Francia e la batosta della culona Merkel in Germania lasciano spazio ad una leggera brezza che mi auguro possa montare sino a diventare un vento vigoroso per scuotere le coscienze dei nostri popoli.

Cesare Massimo Ruggeri

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