Da Itaca all'Augustus, bollettino ai naviganti

Nelle precedenti settimane si sono svolte due importanti kermesse della nostra area, la prima prevedeva la costituzione di un nuovo partito che facesse riferimento alla nostra area con degli intellettuali come Buttafuoco e Veneziani che in buona o cattiva fede stanno cercando di ricompattare un area troppo eterogenea per essere aggregata di nuovo insieme.

Infatti se da una parte la suggestiva lettera di Buttafuoco, riusciva in qualche modo a cogliere l’interesse e l’emozioni di chi prova ancora un certo senso di appartenenza verso un mondo in disgregazione permanente, dall’altra le volontà di Veneziani di aprire a tutta una serie di forze politiche e personaggi la strada del riciclaggio politico lasciava presto capire che nessuna rotta era stata tracciata e che ben presto anche questa iniziativa possa essere fagocitata da i soliti noti professionisti della politica.

Il mea culpa, di cui prendiamo atto, lanciato dal teatro Augustus da Giuliano Castellino sarebbe stato assai più convincente se fosse stato fatto dalla platea come spettatore e non da protagonista e capo popolo sul palco, inoltre la sue requisitoria sugli errori commessi non cancella le manovre politiche di cui è ancora protagonista come l’entrata nel consiglio direttivo della Destra.

Chiunque abbia veramente a cuore le sorti della nostra Patria deve avere il coraggio di rompere qualsiasi rapporto con chi abbia in qualche modo contribuito, anche in minima parte, a ridurla in questi termini e si sia asservito ad un sistema devastante, corrotto ed incapace di produrre soluzioni alternative.

Purtroppo l’unica alternativa rimasta a livello nazionale sembrerebbe quella rappresentata dal Movimento 5 Stelle che se anche non rappresenti una garanzia è comunque una grande opportunità, in quanto potrebbe darci modo di eliminare in un sol colpo sino alla metà dell’attuale parlamento e darci successivamente modo di confrontarci sul merito con loro.

Per quanto riguarda la nostra area invece c’è già una nave in porto, forse non è ancora una nave è solo un vascello ma ha le vele ben spiegate e sul tangone al posto di una vacua sirena porta una solida tartaruga e soprattutto ha una rotta chiara da seguire già tracciata che è la nostra rotta ed io è quel vascello che seguirò e se a bordo non ci fosse più posto sono disposto a farlo anche a nuoto.

Cesare Massimo Ruggeri

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