L'educazione emotiva

Dopo aver vissuto per un po’ con mio nipote Alessandro comincio a intravedere e capire le problematiche che dovrò affrontare nel breve e medio termine, il piccolo pur avendo ricevuto un’educazione intellettuale e un’educazione fisica non è mai stato addentrato ad un’educazione emotiva, per educazione emotiva intendo la forza dell’anima, Socrate rivoluzionò il pensiero antico mettendo in evidenza che l’uomo è la sua anima, quindi se proprio non vogliamo accettarne il predominio, quantomeno dobbiamo riconoscerne l’importanza.

Dopo aver vissuto per un po’ con mio nipote Alessandro comincio a intravedere e capire le problematiche che dovrò affrontare nel breve e medio termine, il piccolo pur avendo ricevuto un’educazione intellettuale e un’educazione fisica non è mai stato addentrato ad un’educazione emotiva, per educazione emotiva intendo la forza dell’anima, Socrate rivoluzionò il pensiero antico mettendo in evidenza che l’uomo è la sua anima, quindi se proprio non vogliamo accettarne il predominio, quantomeno dobbiamo riconoscerne l’importanza.

In effetti ogni qual volta ci troviamo di fronte a delle difficoltà, più che le nostre qualità tecnico fisiche e la competenza specifica è proprio la forza del cuore che sovente ci permette di superare ostacoli che sembrano insormontabili o perlomeno integrandosi con le nostre capacità ci permette di guardare senza esitazioni nella giusta direzione, senza recedere di fronte alle problematiche.

Certo, oggi, nel mondo della comunicazione globale, i messaggi, le sollecitazioni, gli impulsi che riceviamo ogni giorno sono quasi ossessivi e diventa arduo se non impossibile contenerli emotivamente, tanto più difficile quanto è minore la formazione emotiva dell’individuo.

Oggi si tende a relazionarci con gli altri trasmettendo un’immagine di se e diventa più importante come apparire che come siamo realmente, la ricerca del come apparire è condizionata dal come essere in grado di compiacere gli altri per essere accettati, chiaro che poi tutto questo porta delle disfunzioni in quanto alla fine per star bene con gli altri dobbiamo soprattutto star bene con noi stessi e accettarci per quello che siamo, ed ecco che una sempre maggior percentuale di popolazione si rivolge a psicologi, psichiatri, analisti e questo quando va bene, perché la parte di società meno preparata, alla fine,  rischia di finire tra le braccia di cartomanti, maghi, santoni e quant’altro.

Niente di ciò che è compiuto, avrà valore, se manca di verità, questa citazione viene dal Bushidò, filosofia degli antichi samurai, la verità non può prescindere che dal fatto, ma oggi al fatto si preferiscono le interpretazioni dello stesso e siccome quest’ultime possono essere molteplici e mutabili a seconda del tempo, del piano e del contesto è abbastanza normale che alla fine regni la cultura del nulla, una serie di immagini relative dove le interpretazioni prendono corpo e diventano verità dando spazio ad una realtà virtuale che in ultima analisi mira soprattutto all’appagamento delle proprie voglie o all’affermazione delle proprie tesi.

In un contesto del genere, dove il relativismo dilagante impone un’attenzione sempre maggiore, mi sembra evidente che alle nuove generazioni debbano essere dati quegli strumenti di contenimento senza i quali si troverebbero in balia degli eventi, strumenti che possono trovare delle solide basi proprio nell’educazione emotiva, l’equilibrio, la ricerca della verità, la bilancia del giudizio, la salvaguardia degli indifesi, la capacità di non farsi sedurre dalle lusinghe, ne di cedere di fronte alle minacce ecc. ecc. insomma far crescere uomini e non, come vorrebbe qualcuno, solo consumatori.

Ernst Junger che aveva intuito la deriva dell’ epoca contemporanea consigliava di entrare nel bosco come metafora di colui che rinuncia alle effimere comodità di una vita ormai omologata e si dirige verso l’ignoto ritrovando quell’istinto selvatico che lo porta a conoscere se stesso e in ultima analisi ci rende  uomini liberi.

Ecco per l’appunto, uomini liberi, forse siamo al nocciolo del problema, siamo ancora in grado di poterci definire uomini liberi, ma lo siamo veramente e se esiste ancora la possibilità, quanto è remota questa possibilità ?

Difficile rispondere in quanto anche la persona più anticonformista subisce il fascino e la contaminazione della realtà multimediale.

Posso affermare, senza la paura di essere smentito, che gli uomini liberi sono coloro che sanno far valere la forza del cuore oltre ogni ragionevole interesse.

Quello che posso consigliare è una sorta di controesodo dalle grandi città alle nostre meravigliose campagne, colline, montagne o quei pochi posti di mare che hanno mantenuto la loro autenticità, in modo di ritrovare il contatto con la natura che ci ospita, tornare a rispettarla e armonizzare la nostra vita attraverso le sue esigenze, i suoi tempi, le sue prerogative, noi facciamo parte di questa natura e non possiamo solo sfruttarla per le nostre edoniste esigenze, ma cercare di conservarla, difenderla e aiutarla.

Tutto questo ci permetterebbe di ritrovare il tempo per accudire le nostre anime, per rispettarci e rispettare gli altri, una vita spesa alla ricerca del senso di essa e non passivamente consumata in funzione di cose che non ci appartengono, ma che ci fanno credere indispensabili quando per lo più non sono neppure necessarie.

Le dinamiche del mercato sono alimentate dai grandi numeri che chiaramente possono essere trovati quando il prodotto si rende indispensabile nell’immaginario collettivo ed è proprio questa equazione che muove i grandi interessi, un’equazione al servizio del capitalismo che comincia a manifestarsi in tutta la sua inquietante imperfezione nella logica suprema del profitto, una piovra che finirà per inghiottire se stessa.

Di tutto questo l’uomo è vittima, anche coloro che credono di tirarne i fili, sciocche, arroganti e ciniche persone che non sanno più godere dell’armonia di un semplice raggio di sole, hanno rinunciato a sognare, ad emozionarsi e nella maggior parte dei casi non riescono a godere del proprio tempo ne di ciò che posseggono.

Quando la produzione stravolge le dinamiche del pianeta sino ad impoverirlo irrimediabilmente ci porta all’autodistruzione, quando sento parlare di P.I.L. come dell’unica cosa che misura la ricchezza di una nazione, quando i mercati finanziari creano ad arte vere e proprie ricchezze virtuali che non generano posti di lavoro ma solo profitti a discapito dei più deboli, si capisce che non c’è più molto tempo, bisogna invertire la rotta, bisogna indirizzare la ricerca verso nuove forme di energia che non deturpino il pianeta, bisogna ridurre i consumi, gli eccessi del consumismo, ridistribuire in maniera più equa le ricchezze, dare la possibilità ad ognuno di godere di ciò che produce e degli affetti che riesce a far crescere e conservare.

Insomma dovremmo ritrovare il tempo per curare le nostre anime cercando il senso della vita stessa, correre da un box all’altro come se la nostra vita fosse una corsa senza fine non ha senso, riempire casa di prodotti super tecnologici che poi usiamo quasi per sbaglio perché non abbiamo più tempo per noi stessi e gli affetti più intimi, riduce anche l’essere umano ad una macchina, lo svuota del suo istinto di ricerca, lo inebetisce come il bambino che si trova davanti ad un milione di luci, facendolo vivere in un perenne stato di trans.

Questa è oggi la vita di gran parte degli abitanti del mondo “civilizzato” di questo pianeta, nell’era della globalizzazione per continuare a fare profitti, bisognava clonare una nuova specie, non più esseri umani ma consumatori, di cosa, ma di tutto, di qualsiasi cosa si riesca a produrre, non è neppure contemplato quello che ci può essere utile.

Nel corso degli anni siamo stati sottoposti ad un processo di allevamento volto soprattutto a svuotarci di determinate prerogative che avrebbero potuto difenderci, salvarci dalla deriva del pollo.

Mi spiego meglio.

  1. Il processo di allevamento :

Che cosa fanno le galline di un allevamento ? consumano (mangime) e producono (uova) come in una catena di montaggio senza soste con irrisori turni di riposo che servono solamente a migliorare il rendimento finale (le grandi aziende cercano di lavorare su almeno tre turni di lavoro con turni di riposo sempre più ristretti per aumentare la produzione).

  1. La deriva del pollo :

Le galline di un processo di allevamento vivono in spazzi sempre più stretti a diretto contatto con altri 5/6 simili e divise da un sottile divisorio da altre gabbiette ( proprio come la maggior parte delle nostre case moderne nelle grandi città ), questo produce delle anomalie di comportamento negli animali sino a condurli al cannibalismo, per evitare questa forma degenerativa che comporterebbe troppe perdite gli viene segato il becco in modo che non possano nuocersi l’un l’altra e alla produzione ( se svuoti gli esseri umani di coscienza critica e di istintiva aggressività ottieni la stessa cosa).

Certo il tema si potrebbe analizzare meglio e più in profondità ma credo di aver reso l’idea.

Troppo spesso ci nascondiamo dietro alle nostre presunte responsabilità nei confronti dei nostri affetti più diretti (moglie, figli, genitori ecc.,ecc.), quando con atti di coraggio potremmo trasmettere con l’esempio insegnamenti più incisivi che permetterebbero loro di crescere e di difendersi, di formare una coscienza critica, di scegliere, di rinnovarsi, troppo spesso spendiamo fiumi di parole per esprimere valori e concetti che poi rimangono solo sul piano astratto e che proprio per questo non producono cambiamenti, non incidono nella loro educazione, non danno luogo a reazioni, come una barca alla deriva attende che le correnti la portino in porto, ma se il mare e il vento si alzano è destinata ad affondare.

  1. Il valore concreto (pensiero e azione conseguente), produce cambiamento.
  1. L’ideale di un valore (pensiero senza azione conseguente), aria fritta, decotta, non produce nulla.

In ultima analisi dobbiamo essere in grado di accettare anche i nostri limiti e quelli degli altri, siamo esseri umani e come tali imperfetti e quindi fallaci, ma se sapremo spendere le nostre migliori energie per fare in modo di estirpare le piccole e grandi erbacce che giorno dopo giorno cercano di invadere anima e corpo, allora avremo dato senso alla nostra esistenza e avremo sicuramente contribuito per lasciare qualcosa di costruttivo e propositivo alle nuove generazioni.

Cmax

Copyright 2011. Joomla 1.7 templates.