Politica, cultura e favolette

Venerdì mattina ad Ostia si è perpetuata l’ennesima aggressione e infamia ai danni dei ragazzi di CasaPound e del Circolo Culturale L’Idrovolante di Ostia. Chiaramente la versione fornita alle forze dell’ordine dal gotha della sinistra cultura lidense è di tutt’altra natura, forti di una copertura istituzionale e dell’appoggio incondizionato di gran parte dei mezzi di informazione compiacenti al plagio comunista, gli “artisti” del teatro si sono distinti nei loro pezzi forti; la delazione, la menzogna e la calunnia...

(Cesare Massimo Ruggeri)

E la stampa nazionale, di cui il Messaggero primo fra tutti, ha fatto il resto, trasformando gli aggrediti in aggressori.

Era circa l’una quando 6 giovani aderenti al circolo, impegnati per una affissione, venivano raggiunti e aggrediti da “operatori culturali” occupanti il Teatro del Lido, da tempo covo dell’ultra sinistra del litorale romano, che sin dall’apertura dell’Idrovolante hanno promosso e rivendicato una assidua ostilità verso tutte le iniziative sia politiche che sociali praticate dal Circolo.

La versione ufficiale del Teatro del Lido parla di una vile aggressione da parte dei ragazzi di CasaPound verso i loro “operatori culturali” che li avrebbero accerchiati ( sei ragazzi contro 20 operatori culturali, probabilmente dotati dei poteri di Mr. Fantastic, quello capace di allungare all’infinito i propri arti) e aggrediti con bastoni (ma i vetri rotti e le ammaccature erano sulle auto dei ragazzi).

Alla fine i pifferai vennero suonati, come spesso accade quando si fronteggiano tante iene contro pochi leoni, il numero non ha avuto il sopravvento sul coraggio e la determinazione, certo rimane il danno morale, mediatico e giudiziario verso una realtà che cerca di misurarsi sulle opere e i contenuti e non come qualcuno vuole far credere sulla prevaricazione e l’intolleranza.

A suffragio di quanto riportato, posso dire senza la paura di essere smentito, che le macchine dei militanti di CasaPound erano perfettamente parcheggiate, come normalmente si fa per prepararci ad una affissione e non per una aggressione, mentre quelle degli “artisti” sono state ritrovate in mezzo alla strada, da qui si presume che solo successivamente giunte nel luogo del misfatto e abbandonate in fretta per colpire di sorpresa.

In conclusione rimane una profonda amarezza nel vedere che le dinamiche che regolano la battaglia politica ricalcano vecchi schemi che in passato hanno portato morti e feriti e che nulla hanno prodotto se non l’affermazione di una corrotta e nefanda classe politica vero nemico della nostra patria.

Insomma cari “operatori culturali” ma che politica, ma che cultura, sono solo favolette, con le quali, una volta di più, vi mettete al servizio di coloro che proclamate di voler combattere.

Cesare Massimo Ruggeri

 

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